lunedì 17 dicembre 2007

domenica 16 dicembre 2007

Solo adesso che il NY Times ne parla se ne discute?

Gli italiani sono sempre degli esterofili, solo gli articoli della stampa estera sull'Italia riescono a far parlare i media di certi argomenti (vedi lo speciale sul TG1).

L'ultimo è del New York Times , ma voglio ricordare i "casi nazionali" sollevati dall' Economist.
Insomma, uno dei problemi dell'Italia da risolvere è quello dai media, che riescono a parlare di certe cose solo con un imboccata dall'estero.

Mah....

martedì 11 dicembre 2007

La lunga marcia. Dal vangelo secondo Marx. Ascendenti del PD.

Un po' di cavolate di tanto in tanto non fanno male.
(nota di copiright, idea presa in prestito dal Vangelo secondo Matteo)

Ascendenti del PD

In principio fu il verbo (di Karl Marx)

P.O.I.

Il Partito Operaio Italiano e la Lega Solcialista Milanese generarono il Partito dei Lavoratori Italiani.
Esso mutò nome in Partito Socialista dei lavoratori Italiani. In esso confluì il Partito Socialista Rivoluzionario Italiano che prima si chiamava Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna.
Essò muto nome in Partito Socialista Italiano.
E da esso fu generato il Partito Socialista Riformista Italiano che lasciò il focolare domestico.
Il Partito Socialista Italiano generò il Partito Comunista d'Italia che cambiò nome in Partito comunista italiano che lasciò il focolare.
Ed il Partito Socialista Italiano con il figliuol prodigo, Partito Socialista Riformista Italiano generò il Partito Socialista Unitario.
Ed esso generò insieme al Movimento di Unità Proletaria per la Repubblica Socialista e l'Unione Popolare Italiana il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.
Esso mutò nome (di nuovo) in Partito Socialista italiano.
Da esso fu generato il Partito Socialista dei lavoratori Italiani.

Il Partito socialista Italiano ebbe un breve matrimonio con il Partito Comunista Italiano, ma essi non generarono alcuna prole.
Il partito socialista Italiano generò il Partito Socialista Unitario, che si distaccò dal grembo materno e insiemo al Partito Socialista dei lavoratori Italiani genarono il Partito Socialista - Sezione Italiana dell'Internazionale Socialista che mutò nome (per fortuna) in Partito Socialista Democratico Italiano.

Il Partito socialista Italiano ebbe di nuovo un parto doloroso, dal quale naque il
Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria che ebbe un incesto con il cugino Partito comunista Italiano ed in esso confluì.

Il Partito Socialista Italiano si riunì al Partito Socialista Democratico Italiano, per formare il Partito Socialista Unitario ma questa unione durò poco e si ridivisero.

Il figlio che prima aveva lasciato il focolare, Partito Comunista Italiano generò il Partito Democratico della Sinistra, non senza traumì perchè di li a poco naque il Partito della Rifondazione Comunista.

Il Partito socialista Italiano morì lasciando numerosi orfani che tentarono di prenderne il posto come i Socialisti Italiani, il Partito socialista riformista, la Federazione laburista, Alleanza democratica, Riformatori per l'Europa e i Socialisti Democratici Italiani.

E il partito della Partito della Rifondazione Comunista generò il Partito dei comunisti Italiani che andò per la sua strada.
E il Partito Democratico della Sinistra generò insieme ad alcuni orfani del vecchio Partito Socialista, Federazione Laburista e Riformatori per l'Europa i Democratici di Sinistra.
Ed esso, prima del suo suicidio generò un figlio, la Sinistra Democratica.
Essi generarono con un ibrido vegetale dell'antico nemico, la Margherita ed altri, il PARTITO DEMOCRATICO.


E' finita???



P.S. (Questa è la versione semplificata dell'albero di famiglia del PD)

Attentati ad Algeri e "torture" della Cia , una riflessione


Due cose mi hanno colpito oggi, gli infami attentati ad Algeri e la polemica sull'ex ufficiale della Cia che giustifica un metodo definito di tortura per far parlare i terroristi.
Veniamo al primo.
Algeri, due quartieri nel sangue nel giro di pochi minuti. Il primo, un autobomba su uno scuolabus, il secondo un kamikaze davanti alla sede dell’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati. Tipico. Prima strage più infame, verso i più innocenti e poi contro un simbolo di pace e speranza.
Gli attentati che contano più di 60 vittime sono avvenuti poco dopo uno scontro armato dove hanno perso la vita quattro poliziotti, non sono ancora stati rivendicati. Ma la mano è molto probabilmente quella di Al-Qaida. Il numero 11 del mese salta lampante all'occhio, 11 settembre 2001, New York, 11 marzo 2004 Madrid, 11 luglio 2006 Bombay, e ancora ad Algeri 11 aprile dell'anno scorso.
Un richiamo all'assedio di Vienna l'11 settembre 1683 mise definitivamente la parola fine all'espansione islamica in Europa? Secondo gli ideologi del terrore, questa è la prosecuzione della lotta contro gli infedeli e gli eterodossi?

Veniamo alla seconda notizia.
Personalmente sono contro la tortura, e certamente in casi normali, tali metodi sarebbero da appellarsi alla corte dei diritti umani. Ora io non so le specifiche dei casi, ma quello descritto, il Water-boarding (tenere la testa del detenuto avvolta in un asciugamano sott'acqua) sottoposto ad Abu Zubayda ha permesso secondo l'ufficiale della Cia di prevenire altri attacchi e di avere notizie utili per la cattura di altri terroristi.
Stendiamo un velo pietoso su quelli che non vedono le torture sistematiche e ben più brutali dei paesi mediorientali (1) e non democratici di vario genere. Per non parlare della fabbrica di torture e teste tagliate che è Al-Qaida.

Veniamo a noi che su quelle cose non tacciamo. Un tribunale sicuramente condannerebbe questi metodi "poco ortodossi", ma se questo è il solo metodo per sventare attentati e salvare innocenti vite umane, bè come posso seriamente oppormi? Chi di noi non vi ricorrebbe se potesse sventare un attentato nel suo paese o addirittura nella sua città? E solo perchè avvengono in "luoghi lontani" bisogna rispettare l'etichetta in nome del regolamento?
Non stiamo parlando di mutilazioni, pestaggi o danni permanenti. Stiamo parlando di maltrattamenti (a scopo psicologico) e di un grosso spavento.

La guerra è guerra e il lusso del rispetto delle regole convenzionali è spesso troppo alto.

(1) Fra l'altro i detenuti di guantanamo si appellano alle corti dei diritti umani per restare là e non tornare nelle loro patrie galere dove verrebbero torturati.


----Aggiornamento----

Al-Qaeda rivendica attentato all'Onu
Come dice giustamente Aribandus, non ce ne era bisogno.

sabato 8 dicembre 2007

Quando è iniziata la crisi di governo?

Un giorno cadrà. E' ovvio.
E quando ci chiederemo,"ma quando è iniziata la crisi di governo?. La risposta ovviamente sarà, "Dal 17 maggio 2006".
C'è ora sinceramente qualcuno che crede che il governo durerà tutti gli anni della legislatura?
Ma neanche Prodi.
Quindi perché non finirla con questa farsa?

mercoledì 21 novembre 2007

Video. La persecuzione degli omosessuali in Iran (1& 2) dalla CBC

Ringrazio Andreas Martini , Domenico , Teo e Daw per i video.



domenica 18 novembre 2007

Riflessioni sulla crisi attuale.

La finanziaria dell'anno scorso ha fatto tanto schifo che si è persino parlato di abolirla e tornare alla situazione precedente.
Si è parlato di crisi della politica, quando la sola crisi è quella che ha governo sin dal primo giorno, anzi prima, già la maggioranza a parlamento insediato faceva i giochini sul nome del futuro presidente della camera. Non è una maggioranza, non si può attribuirle nessun aggettivo positivo: è una non minoranza.

La finanziaria di quest'anno non riduce le tasse, le spende. E basta.

Il problema è, una volta caduto (definitivamente) il governo, quanto tempo ci vorrà per riparare a tutti i suoi danni?

Ma non basta tornare al governo, ci si deve tornare con una politica nuova, con proposte nuove (qualcuno lo ha già detto e io lo condivido: tornare allo spirito del '94).
Le elezioni non le abbiamo perse per i 25.000 voti, le abbiamo perse (anche) perchè non abbiamo detto nulla di nuovo, Berlusconi ha semplicemente detto, continueremo a svolgere il programma precedente. E questo significa accontentarsi. Accontentarsi di un programma vecchio di 5 anni. Uno stupendo programma. Ma non è solo la gente a volere qualcosa di nuovo, è il Paese ad averne bisogno.

Sul sito di Forza Italia prima delle elezioni c'era una stupenda ed esauriente documentazione su quello che aveva fatto il governo, ma ben poco su quello che si sarebbe apprestato a fare.
E anche adesso le proposte non è che fioccano.
Stride il paragone con il Berlusconi del 2001 che aveva moltissime idee nuove.

Il governo Prodi, non è che sta avendo una crisi, E' una crisi.
Se c'è una cosa che ha fato questo governo veramente bene è FOTTERE il futuro dei cittadini italiani in nome di un tranquillo e pacifico (per il governo) presente.

Si continua a parlare di crisi. Crisi dell'economia. Crisi della politica. Crisi dell'Italia. Crisi della civiltà occidentale. L'unico modo certo per favorire (e creare) una crisi è essere profondamente convinti che non si possa fare nient'altro. E' la passività. La rinuncia all'azione. L'accettazione delle cose che non vanno.
Io non so bene spiegarlo, ma tutto questo sembra saltato fuori con il governo Prodi.
La (supposta) crisi della civiltà occidentale ovviamente no. Però sono i Prodi di questo mondo che l'hanno alimentata, e forse creata.

Speriamo Bene.

mercoledì 10 ottobre 2007

Guevara l'assassino. Un mito per antidemocratici


In questi giorni dove ricorre l'anniversario della morte di quell'assasino che deve la sua notorietà ad un bravo fotografo e ad un bella faccia, pubblico un pezzo di un altro blog che ritengo significativo.

Ci sono i testimoni e ci sono i documenti: di centinaia delle vittime del Che si sa nome, cognome e ora dell’esecuzione. Non bastasse, ci sono gli scritti dello stesso “comandante” che grondano sangue. Ma i suoi fedeli sono così ciechi che il culto sopravvive a ogni evidenza.
Da anni, il progetto Cuba Archive sta facendo il conto delle vittime della rivoluzione cubana, per le quali esista conferma da parte di almeno due fonti indipendenti e alle quali sia possibile attribuire un nome. Alla voce “Vittime di Che Guevara in Cuba” appaiono oltre duecento esecuzioni. Quattordici nemici, o presunti tali, furono eliminati dal comandante, direttamente o su suo ordine, in Sierra Maestra, durante la guerriglia contro gli uomini di Fulgencio Batista, tra il 1957 e il 1958. Dal 1 al 3 gennaio del 1959, appena catturata la cittadina di Santa Clara, mandò a morte altre 23 persone. Ma il grosso del sangue il futuro idolo dei pacifisti lo versò in qualità di comandante della Cabaña, la fortezza dell’Havana adibita a prigione. Tra il 3 gennaio e il 26 novembre del 1959 sono attribuite a Guevara ben 164 esecuzioni. Vista la metodologia dell’indagine, si tratta di numeri necessariamente approssimati per difetto: altre fonti parlano di almeno quattrocento uccisioni solo nel carcere dell’Havana. http://aconservativemind.blogspot.com/2007/10/celebrazioni-per-un-assassino.html

martedì 9 ottobre 2007

Violenza politica nell'università Statale di Milano

Il fascismo degli anti-fascisti.
Oggi, verso le 12.30 all'università Statale di Milano c'è stato un vero e proprio agguato politico.
I ragazzi di azione universitaria si erano messi con un banchetto nell'atrio, fra le due librerie CUEM e CUSL. Distribuivano volantini denuncianti l'aumento delle tasse universitarie ad opera del governo Prodi, nel quale si invitava ad un corteo il 13 ottobre. Un gruppo di quattro o cinque ragazzi esterni, è entrato e mentre una ragazza distribuiva volantini, hanno preso i volantini e sbattuti verso la ragazza e successivamente spingendola. Chiaramente un ragazzo che era con lei si è avvicinato per difendere la ragazza. Da li è partita la violenza. Era tutto preparato. Gli altri ragazzi si sono avventati sul malcapitato, urlando come animali hanno scaraventato il banchetto a terra e conseguentemente tutti i volantini. Hanno utilizzato mazzi di chiavi e altri oggetti che non ho ben capito , forse catene, come corpi contundenti. Ad un certo punto sento cantare da uno degli aggressori una di quelle canzoni tipo "bandiera rossa" o "Fischia il vento" vagheggiando la cruenta fine del "fascista traditor". Questa canzone a quanto pare sembra caricarlo nella sua violenza. Gli altri ragazzi di Azione Universitaria non sono stati con le mani in mano, un ragazzo abbastanza grosso ha preso a calci un aggressore e un altro ha tirato fuori la cintura usandola ripiegata come frusta per difendersi. Ed in un attimo si sono dileguati, i vigliacchi. Il tutto sarà durato meno di un minuto. Il risultato è un sopracciglio spaccato, molte contusioni, lividi e un po' di gocce di sangue per terra.

Ottanta anni fa c'era chi si comportava così, li chiamavano fascisti. Da nero al rosso, poco cambia il loro credo è: dato che la penso diversamente da te farò di tutto perchè tu non possa esprimerti. E' un tipo di terrorismo, neanche tanto psicologico, un ritorno agli anni '70 che si sperava passati da un pezzo. Certo, gli imbecilli ci sono sempre, ma questo va oltre. E' violenza politica bella e buona.

martedì 25 settembre 2007

Le domande che avrei fatto io ad Ahmadinejad

1) Nel suo paese un giornalista o una persona normale può sfottere, denigrare o fare apparire un deficiente il presidente e passarla liscia?
Qui negli USA si, ed è per questo che questo paese è moralmente superiore al suo.

2) Sa cos'è la laicità? la distinzione fra religione e ragion di Stato. Ha mai sentito dire " date a dio quel che è di dio e a cesare qualche è di cesare? "

3) Acconsentirebbe a far svolgere il gay pride a Teheran?

4) Nel suo paese dice che non ci sono gay, i suoi boia li hanno impiccati tutti?

5)Lei ha dichiarato che non ci sono prove dell'esistenza della Shoah, se vuole le regalo un biglietto per il museo dell'olocausto in Israele.

6) In Iran le donne in spiaggia ci vanno in scafandro o non ci vanno proprio?

7) Ha mai comprato playboy? cos'ha contro le beltà femminili? Se vuole gli regalo l'abbonamento non può farle che bene.

sabato 22 settembre 2007

Scudi umani /2

venerdì 21 settembre 2007

Gli scudi nella storia dai guerrieri agli assassini

Ancora una vignetta tradotta, mi scuserà l'autore straniero (che ignoro).

Nella storia gli scudi servivano difenderea vite delle persone, non per arrisciarla, magari pure per scopi politici come fanno adesso Hamas, Hezbollah e compagnia brutta...

martedì 18 settembre 2007

Ritornano i nazisti?

A proposito del Movimento dei Lavoratori nazionalista e socialista.
A guardare il nome è uguale allo NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori), l'originale, per intendersi. E le parole sembrano disposte per rimarcarlo.
Non sembra neanche che si siano preoccupati di nasconderlo. I passato gruppi neofascisti messi fuori legge per razzismo avevano nomi tipo "Base autonoma", "Meridiano zero", "L'uomo libero".
E quelli erano neofascisti, non neonazisti.

La cosa più preoccupante è che sembrerebbe un movimento che agiva alla luce del sole, non clandestino. Alcuni appartenenti a questo moviment erano stati eletti nel 2004 in alcune liste civiche.
Non sembra che ci siano all'attivo violenze, anche questo fa risaltare questo gruppo rispetto ad un "semplice" gruppo di naziskin, gente dedita alla pura e semplice violenza.
Questo è molto più grave, si tratta di politica. Lucida e consapevole azione politica.
Ideologicamente
E' vero è un gruppuscolo, formato da poche decine di persone, ma è forse indice di quanto adesso lo stato sia debole nei confronti dell'apologia di razzismo e di terrorismo. Perchè in fondo sono due facce della stessa medaglia, il limite entro il quale si può agire politicamente può essere violato impunemente?

E' ora che lo Stato faccia sentire la sua forza, sia nei confronti di questi idioti che degli apologeti del terrorismo.
Entrambi predicatori d'odio.

giovedì 6 settembre 2007

All'alba vincerò



(Il principe ignoto)
Nessun dorma! Nessun dorma! Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
che ti fa mia.
(Voci di donne)
Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!
(Il principe ignoto)
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!

ADDIO LUCIANO...

Guerra al terrore senza se e senza ma.

Evocare la guerra è un concetto forte. Un concetto talmente forte da essere inaccettabile.
Il problema è che l'alternativa non è la pace, l'alternativa è la sottomissione, la morte morale e forse fisica.
E questo nessun paese civile può accettarlo.
Di solito si cerca la pace con il proprio nemico, ma quando il nemico è permeato da un ideologia totalitaria questo risulta impossibile.
Se l'odio rivolto verso la civiltà occidentale, America e Israele in primis, è un odio irrazionale, indipendente da qualsiasi altro fattore, ma che si nasconde dietro alla tenace volontà di esistere e difendersi, allora una pace non sarà possibile. E non per colpa nostra; quando annunciano con enfasi religiosa che la conquista del mondo è solo un processo interrotto da Poiters, Lepanto o Vienna, annunciano una continuità con "l'imperialismo islamico" medioevale.
Per essi il concetto di tregua non è come per noi il primo passo verso la pace, ma una subdola e paziente strategia verso la vittoria finale.
Forse, anzi probabilmente, per gli ideologi del terrore questi secoli di storia e di evoluzione della civiltà sono stati una paziente attesa del momento propizio, per continuare l'espansione verso "l'islam mondiale".
E' un movimento lento, ma che affonda le sue radici ben prima d'Israele e del supposto "Imperialismo Americano".
Quando Hamas propone una tregua ventennale, che poi neanche rispetta, lo fa nella convinzione che dopo sarà più forte e potrà vincere più facilmente.
Hamas fa parte della Fratellanza Musulmana, il movimento estremista fondato nel 1928, dopo la caduta dell'Impero Ottomano, che causò una sorta di trauma e fece riemergere il fondamentalismo.

Il motto Hamas è "Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Allah è la nostra suprema speranza".
Ha compiuto e compie innumerevoli attentati terroristici, l'obiettivo principale sono i civili inermi nei luoghi dove si svolge la vita quotidiana , strade, mercati, discoteche e autobus.
Riceve finanziamenti, supporti materiali e morali dall'Iran.
Nonostante ciò riusciamo neanche considerarlo come un vero pericolo.

Il fondamentalismo terrorista islamico si presenta sotto innumerevoli forme, più o meno esplicitamente terroristiche, più o meno clandestine, e come l'idra le teste che tagliamo ricrescono e spesso non sappiamo neppure dove sono.

La prima guerra da vincere è la guerra culturale.
L'Occidente, e in particolare l'Europa, non riesce più a concepire il concetto di difesa.
Difendersi dagli attacchi e prevenirli, viene quasi considerato un aggressione.
Almeno è così che i media, o certi media li presentano.
Mostrano la reazione nascondendo l'aggressione. E non so quando intenzionalmente, è un male serio, un cancro che corrode l'Occidente dall'interno.
La violenza è l'ultima risorsa degli incapaci, ma non ricorrervi quando è veramente necessario per la propria difesa è da stupidi.

L'Europa non è riuscita a dare una risposta ad Hitler, lasciandolo agire indisturbato fino a che non era più possibile far altrimenti.
Questo, credo sia da ricondurre alla I guerra mondiale, dove la difesa della Serbia e del Belgio scatenò la più grande carneficina fino ad allora vista.
E da questo trauma non si è più ripresa.

E' l'ora dell'assunzione delle responsabilità. Una guerra costa, non solo economicamente, ma deve essere presa in considerazione l'eventualità del costo umano. E fino a che avremo che fare con assassini che utilizzano scudi umani, anche con vittime civili.

Occorre decisione. Più che falsi compromessi e finti dialoghi ci serve fiducia in noi stessi, nella sostanziale bontà della democrazia e della civiltà occidentale.

mercoledì 18 luglio 2007

Chi si nasconde sotto il passamontagna?

A chi apparterranno quei baffetti?
Grazie a Sendo per la magnifica immagine

Il contatore di inattività del senato


Dal sito del Senatore Lucio Malan

martedì 10 luglio 2007

I brogli alle elezioni all'estero


ELEZIONI: BONDI, DOPO VIDEO VOTO ALL'ESTERO SIA ANNULLATO

''Le rivelazioni comparse sul sito de 'La Repubblica' confermano che il voto all'estero e' stato cosi' chiaramente e inconfutabilmente caratterizzato da irregolarita' e da veri e propri brogli da richiedere di essere annullato''.

Lo afferma il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. ''Questo fatto - prosegue - conferma che l'esito delle elezioni dello scorso anno e' da riconsiderare. Nessuno puo' governare il Paese con il dubbio fondato della legittimita' delle elezioni. E' comunque necessario questo punto e non piu' rinviabile procedere a ricontare tutte le schede elettorali per fugare ogni possibile vizio d'origine sulla legittimita' di questa legislatura''.

sabato 7 luglio 2007

Ormai è diventata una gara chi riesce a ingoiare più schifezze.

Ormai è diventata una gara chi riesce a ingoiare più schifezze.
E non è certo un bello spettacolo.
Riuscirà il centro a sopportare le tensioni estremiste o sarà l'estrema sinistra ad accettare il centrismo?
Il centro della coalizione di (mal)governo dice che non accetterà una diversa politica sulle pensioni. Di conseguenza l'estrema sinistra per restare attaccata alla poltrona, e per non fare tornare Lui (Berlusconi) dovrà accettare il dikatat del centro, si certo, farà un po' di scena, ma appunto, di scena si tratterà. Diranno che si gioca sulla pelle dei lavoratori, magari manifesteranno pure, ma se ci fosse la fiducia, voterebbero anche delle privatizzazioni. Come fa notare Cossiga, l'unica cosa possibile è che l'estrema faccia cadere il governo sulla politica estera. L'unica cosa che non può accettare. Per il resto è vero che l'azione di governo è pesantemente influenzata verso sinistra, ma finora quello che nei momenti cruciali chi ha posto le condizioni è il centro. Hanno obbligato l'estrema sinistra ha votare i rifinanziamenti e ad accettare l'accantonamento dei DICO. Certo, per restare in sella anche il centro a dovuto ingoiare fango, ma il centro è duttile, si sa adattare, quasi a qualsiasi cosa. Finora non c'è storia, l'estrema ha quattro dita di peli nello stomaco. Potrebbe persino vincere una gara a chi mangia più panini, magari pure di Mc Donalds.
Ne consegue che è molto più attaccata al potere. Molto più opportunista.
Le ipotesi sono due, cedimento a centro, o abbandono a sinistra.
E per ora l'unica che perde è l'Italia, almeno la sua dignità.

Non durerà 5 anni, questo è certo. Molto dipenderà dall'andanmento della guerra al terrorismo. E credo che gli avvenimenti che porterebero alla caduta del governo non sono molto auspicabili.

Speriamo quindi in un cedimento al centro.

lunedì 2 luglio 2007

Quando il terrorista è un neurologo.

Uno degli organizzatori degli attentati nel Regno Unito era un neurologo.
Una considerazione che spiazza ulteriormente dopo quella dei cittadini Britannici che si fecero saltare in aria a Londra. Pazienza se erano cittadini, colpa di una politica permissiva, pensa l'Occidentale che vuole rassicurarsi, erano sicuramente degli emarginati, gente fragile che si è fatta dare il lavaggio del cervello. Brutte compagnie.

Ma la notizia che un neurologo e un altro medico siano dietro agli attentati che avrebbero dovuto procurare una strage più vasta possibile, è sconvolgente.

Non fa altro che confermare la matrice ideologica totalitaria che sta dietro a tutto ciò.
Fa il paio con il simpatico, buon padre di famiglia, amante della cultura e delle arti, ma nazista sterminatore.

Fin che non ci confronteremo con questa ideologia dellla morte non riusciremo a venire a capo di niente. Chissà se le sinistre idelogiche riusciranno a correlare questi casi con il degrado (colpa dell'Occidente capitalista) e l'occupazione (colpa di Israele imperialista). Voglio proprio vedere.

Non sono semplicemente luridi assassini. Allo stesso modo del nazismo c'è dietro un idelogia, per loro affascinante, (altrimenti non si spiegherebbe il suo successo) che mira a costruire un mondo migliore (PER LORO PERO'...) ed avviarlo verso l'apocalisse, ovvero il mondo intero dovrà essere musulmano alla loro maniera. Non lo fanno perchè gli piace, ma perchè lo ritengono necessario.
Basta leggere la lettera del Mullah Omar, la considerano una guerra legittima e giusta.
E vogliono vincerla.
E noi glie lo impediremo.

martedì 26 giugno 2007

Per un complottista questa sarebbe una prova

del fatto che l'Uomo non è mai andato sulla Luna.
Come potrebbe aver fatto la foto sulla Luna se era il primo uomo a scendere?
A parte gli scherzi, questo la dice lunga sull'irrazionalità dei complottisti.
Ovviamente le motivazioni erano più complesse.
Ma trovavano sfogo in un solo concetto, "Gli USA sono cattivi"
Si doveva distogliere lo sguardo dalla guerra del Vietnam, si doveva dimostrare ai Sovietici di essere tecnologicamente più avanzati ecc. ecc.
Insomma ce ne sarebbero così tante da poter convincere qualcuno che 1) pensa che l'america sia cattiva 2) e non ragiona in modo razionale.

Con il metodo dei complottisti (di qualunque genere) si può dimostrare qualsiasi cosa.
Si parte da dei frammenti, in gran parte sbagliati, per arrivare alla loro verità.
Il collante è uno solo: l' America è cattiva.

Di questo passo si potrebbe arrivare a dire che Cristoforo Colombo fa parte di un complotto per dominare il mondo.

Parecchia gente crede al complotto sull' 11 settembre, soprattutto giovani.
L'unico modo per dimostrare una cosa è il procedimento giuridico. 1) il movente (sensato e normale) 2) le prove 3) dimostrare al di fuori di ogni ragionevole dubbio.

Altrimenti è facile dire "l'acciaio fonde a 1300°, la temperatura invece non poteva superare i 1000° " Come se se a 1000° l'acciaio rimanesse perfettamente solido come a temperatura ambiente.

Provate a scaldare con un accendino un filo di ferro, prima di fondere (gocciolare cioè) subisce parecchie trasformazioni. I fatti sono moltissimi,e io non ne ho le conoscenze tecniche, ma per chi volesse farsi un idea guardi qui.

http://www.attivissimo.net/11settembre/index-datidibase.htm

http://www.attivissimo.net/11settembre/index.htm#elenco-indagini
http://www.attivissimo.net/11settembre/index-complottisti.htm
http://sulterrorismo.splinder.com/tag/11_settembre
http://nuke.crono911.org/
http://undicisettembre.blogspot.com/

giovedì 21 giugno 2007

Israele apre ai civili palestinesi

L'esercito di Israele ha fatto evacuare un centinaio civili palestinesi bloccati da giorni al confine tra Gaza e Israele dopo la presa di potere nella Striscia da parte di Hamas. Si tratta di persone ferite che sono state trasportate in alcuni ospedali in Egitto. Evacuati anche circa 300 tra cittadini russi e ucraini: sono saliti a bordo di un autobus con destinazione Amman in Giordania.

Ieri il nuovo ministro della difesa israeliano Barak aveva ordinato alle truppe di guardia a Erez di cominciare a dare immediata assistenza ai palestinesi in fuga dalla Striscia di Gaza, e in sosta al valico nella speranza di poter entrare in Israele per raggiungere la Cisgiordania.

martedì 19 giugno 2007

lunedì 18 giugno 2007

Ma chi sono questi no-global?

Mi scuso anticipatamente per il linguaggio a volte scurrile.
Dicono che la globalizzazione non è un processo spontaneo.
Dicono che è studiato a tavolino.
Per dominare il mondo, una cosa così...
E naturalmente per mantenere in povertà il terzo mondo.
Roba da pazzi, che neanche i 7 Savi di Sion...

Ma che cos'è questo movimento no-global?
Una citrica al sistema è una cosa normale, il volere più attenzione per i meno fortunati è giusto, ma sfasciare vetrine e mettere a soqquadro una città mentre i "grandi della terra" stanno raddoppiando gli aiuti al terzo mondo è una stronzata.

Il comunismo era (si, mi piace parlarne al passato) un ideologia che voleva governare portando avanti delle idee, aberranti, ma almeno era chiaro ciò che volevano fare, era scritto nero su bianco nel Capitale, nel "manifesto" e più tardi negli scritti di Lenin.
Ma questi che vogliono fare?
Abbattere il capitalismo? Riformarlo? OK, ma in che modo?
Il comunismo qualche linea guida la dava...

Perchè non fanno un partito e mettono le cose in chiaro? E spiegano come farebbero le cose?
Vogliono distruggere la Nestlè? Proibire la Coca-Cola? (forse preferiscono la pepsi?).
Abolire i Mcdonalds? Obbligare tutti a mangiare Bio? Ritornare all'età della pietra, tornare in una società rurale? Vi manca l'età dell'oro?

Auto-produzione e auto-consumo?
Roba che come minimo fa più morti del comunismo e in molto meno tempo.

E invece no, non lo fanno, non fanno l'internazionale no-global, perchè?
Perchè sono solo un movimento di disturbo.
Non vogliono governare e neanche influenzare, nonostante lo vogliono far credere.
Sono come le zanzare.
Vogliono solo rompere i coglioni.

sabato 16 giugno 2007

A proposito di Liberazione, ovvero i comunisti del 21° secolo.


Un video tutto da ridere.
Incontro con i lettori del giornale Liberazione, nell'ambito della Festa nazionale del Partito della Rifondazione Comunista il 12 giugno.
In pratica la base comunista che critica il direttore di Liberazione Piero Sansonetti, perchè aveva "osato" criticare Cuba.
Un po' mi fanno pena.
Confondono la democrazia con la dittatura e quando un "compagno" tenta di far loro aprire gli occhi, insultano e schiamazzano.
Il vecchietto con la bandana e cappellino rosso è il migliore, parla di socialismo del 21° secolo, dice che Sansonetti è un falso compagno. Per loro sono stati articoli di un "aggressione" programmata verso Cuba. Perchè poi? Mah..
Arrivano persino a chiederne le DIMISSIONI.
(Sansonetti, per la tua lotta contro le dittature, un posto nei Radicali lo troverà)
Guai a toccare Cuba, (la più grande prigione per giornalisti del mondo) si incavolano come bestie.

Poi il top del top, un comunista che per difendere il regime di Chavez in venezuala, dice che i manifestanti (che protestavano contro la chiusura della tv privata) hanno attaccato la polizia, e la polizia di è difesa con i manganelli, lacrimogeni e proiettili di gomma. Pensate se succedesse in Italia, direbbero la polizia "nazista".
Sasonetti nella risposta parla di tutto fuor chè di Cuba e scoppiano le contestazioni "Vogliamo delle risposte"

Da vedere mangiando pop-corn.

Domande e inteventi de pubblico. 28' 37"
Piero Sansonetti. 15'.35''
Forti contestazioni dal pubblico. 2'26''
Piero Sansonetti. 14'.36''
Sergio Bellucci. 12'.40''
Contestazioni e interventi del pubblico. 9'57''
Piero Sansonetti. 2'39''

venerdì 15 giugno 2007

Un' immagine che non verrà pubblicata, un soldato israeliano a un check point,

Un' immagine che non verrà pubblicata,
un soldato israeliano a un check point
Da informazionecorretta.it

mercoledì 13 giugno 2007

I 12 punti di Rudy Giuliani per la conquista della casa bianca.

1) Io manterrò l'America all'offensiva nella Guerra al Terrore.

2) Metterò fine all'immigrazione illegale, renderò sicuri i nostri confini e identificherò ogni individuo presente nella nostra nazione che non sia cittadino americano.

3) Ristabilirò la disciplina fiscale e taglierò gli sprechi di Washington.

4) Ridurrò le tasse e riformerò il codice fiscale.

5) Imporrò il principio della responsabilità a Washington.

6) Condurrò l'America verso l'indipendenza energetica.

7) Darò agli americani più controllo su, ed accesso a, prestazioni sanitarie economicamente accessibili, offerte tramite soluzioni di libero mercato.

8) Aumenterò le adozioni, diminuirò gli aborti e proteggerò la qualità della vita dei nostri figli.

9) Riformerò il sistema legale e nominerò giudici rigorosi nell'interpretazione delle leggi.

10) Assicurerò che ogni comunità in America sia preparata per affrontare attacchi terroristici e disastri naturali.

11) Garantirò accesso all'educazione di qualità a ogni ragazzo in America, dando ai genitori il diritto di scegliere la scuola che preferiscono.

12) Aumenterò la partecipazione americana nell'economia mondiale e rafforzerò la nostra reputazione nel mondo.



C'è ancora tempo per diventare cittadini statunitensi?,Voglio votarlo

martedì 12 giugno 2007

Conferenza Le quindici domande senza risposte sulla vicenda Telekom-Serbia

Conferenza di mezz'ora Le quindici domande senza risposte sulla vicenda Telekom-Serbia
Torino, 11 giugno 2007- 12:04 su radio radicale.

La storia ci ha insegnato che finanziare i dittatori è un grave, grave errore

Silvio Viale


  • Silvio Viale, segretario dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta (RADICALI ITALIANI)


  • Bruno Mellano, deputato (LA ROSA NEL PUGNO)


  • Giulio Manfredi, membro dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta (RADICALI ITALIANI)

venerdì 8 giugno 2007

Il nucleo del terrore



mercoledì 6 giugno 2007

Colpo di Senato




Rapporto di Freedom House 2006. La Libertà nel mondo.



Cambiano i governi, ma la libertà di stampa in Italia(secondo Freedom House) non migliora, anzi, peggiora, dal 77° al 79° posto. Dietro la Mongolia e insieme al Botswana.

Nell'area dell' Europa occidentale siamo al penultimo posto, prima della Turchia.

In Italia per la stampa, secondo Freedom, ci sono influenze politiche, 13 punti, pressioni economiche 13 , e l'ambiente legale 9 punti. Totale 35 punti. La Francia 9, 7 e 5, totale 21.

I Paesi con meno libertà di stampa del mondo sono: La Libia, la Birmania (Mynamar), Turkmenistan e Cuba con 96 punti. Il peggiore la Corea del Nord con 97 punti.

P.S. se qualcuno aveva dubbi, Israele è l'unico paese libero del medio oriente.
Sia per la libertà di stampa che in generale.

La Libertà è classificata secondo due parametri, i diritti politici e le libertà civili.
Israele 1 e 2 (il motivo è la sicurezza per il terrorismo, in piena intifada era 3), l'Italia 1 e 1.

Birmania, Cuba, Libia, Nord Corea, Sudan, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan 7 e7. Cina 7 e 6 , Iran 6 e 6.

LA LIBERTA' NEL MONDO, 2006

I paesi arabi rispetto al 2005 hanno mostrato un modesto , ma significativo incremento dei diritti politici e delle libertà civili. I Paesi non liberi, passano da 49 a 45, l'Afghanistan passa da "Not free" a "Partly free". L'Iraq è sulla buona strada. Buon segno.

Al di là del comunismo - Marinetti


estratto della mia tesina di maturità


AL DI LA' DEL COMUNISMO di Filippo Tommaso Marinetti

Scritto nel 1920, riferito alla rivoluzione russa.

Il futurismo si presenta come un movimento al di là delle ideologie, dinamico ed espressione
della creatività italiana e rivoluzionaria.

Questo movimento, dopo aver contribuito con la sua propaganda all'intervento alla sconfitta dell "ultra-passatista" Impero AustroUngarico, è accusato di eversione per le idee che porta

Nei confronti di Lenin e la rivoluzione russa, non si sentono nè di voler dare consigli nè di riceverne.
Il futurismo si sente più vicino all' individualismo anarchico, vista come "meta e sogno di ogni spirito forte", il comunismo rappresenta una "vecchia formula mediocrista", riverniciato dalla stanchezza e dalla paura della guerra, che ne hanno fatto una "moda spirituale".

Essendo più vicino all'anarco-individualismo , il comunismo viene visto come "l'esasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso l'umanità", per via della nazionalità di Marx viene visto come espressione della cultura tedesca, considerata "preparatista", diremmo oggi dirigista. Per i futuristi le cose devono essere lasciate libere ed ogni "preparazione pedantesca"è anti-umana, poichè la storia, la vita e la terra appartengono agli improvvisatori. Il militarismo e il comunismo, pur antitetci nella teoria, vengono egualmente odiati.

La patria è il "massimo allargamento della generosità dell'individuo", caratterizzata da altri uomini simili a lui "simpatizzanti e simpatici", qui i due termini vengono certamente presi per la loro radice greca sympatheia (συμπάσχω), letteralmente "patire insieme", ovvero ciò che caratterizza gli appartenenti ad una nazione, composta da individui che condividono una cultura, un comun sentire, un "phatos". Il patriottismo rappresenta la solidarietà verso tutto ciò che compone la patria, la sua natura, i suoi porti, le sue fabbriche e i suoi abitanti.

Per il futurismo l'idea di patria, vista come un idea "generosa, eroica e dinamica" annulla quella di famiglia, vista come "statica, conservatrice e passatista.
Il futurismo si pone in contrasto con l'idea patriottica campanilistica, retorica, commemorativa del passato e dei morti, in questo nei fatti antitetica con il prossimo patriottismo del regime fascista. Il patriottismo futurista è invece una "passione accanita, per il divenire-progresso-rivoluzione della razza", qui la razza non è vista in senso biologico, ma spirituale, come la comunità di italiani. La patria è il "massimo prolungamento dell'individuo", vista come un immenso corpo, "capace di vivere lungamente, dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo".

L'abolire l'idea di patria, equivale a rifugiarsi nell'egoismo. L'idea di patria è eterna.
Coloro che sognano il comunismo sono attratti dall'uniformità perchè "stancati dalla varietà tempestosa-dinamica della vita". Il comunismo promettendo il livellamento non tiene conto che la via è fatta da difficoltà, da "punte e contrasti".
L'umanità sogna di sfuggire alle leggi della natura, castrandosi negando qualunque conflitto.
La pace relativa è presente dopo le guerre o le rivoluzioni, la pace assoluta si avrà con la “sparizione delle razze umane”. La conflittualità è quindi insita nella natura umana. Viene comunque riconosciuta alla rivoluzione russa lo status di antidoto allo czarismo, anche se “violento e vendicativo

Secondo i futuristi, la distinzione tra borghesia e proletariato è falsa, esistono poveri e ricchi, che lo diventano per frode, avarizia, abilità, stupidità, intelligenza, sfortuna. Il futurismo quindi rifiuta il concetto di classe.

La rivoluzione russa ha il suo senso in Russia ed è provincialismo auspicarla anche in Italia poiché gli italiani e i russi sono popoli molto diversi.

lunedì 4 giugno 2007

4 giugno di 18 anni fa, il massacro di piazza Tienanmen

La protesta per la democrazia iniziò il 15 aprile e finì il 4 giugno nel sangue.
I morti furono, il numero non si sa per certo, da 2.600 a12.000.
Un manifestante sconosciuto si fermò davanti ai carri armati, questi cercarono di girargli intorno, ma il ragazzo li bloccò più volte, mettendosi di fronte a loro ripetutamente.
Non si sà niente di lui.

domenica 3 giugno 2007

E tu, quale delega toglieresti?


di Aramis

Ragazzi, questa storia delle deleghe è veramente fantastica, e c'è da chiedersi: "Ma perchè non averci pensato prima?"
Uno fa qualche stupidata nell'esercizio delle sue funzioni? basta togliergli qualche delega, no.
E si potrebbe anche giocare d'anticipo.
Perchè chiedere tutti i giorni le dimissioni di questo governo scellerato.. togliamo solo qualche delega.
Che siano poi i legittimi titolari di certe funzioni poco importa, ridiamo il potere al popolo e le deleghe ai legittimi titolari, cioè noi.

A Visco e a Padoa Schioppa togliamogli la delega sulle tasse; facciano pure la finanziaria che vogliono, ma non con i nostri soldi.
A D'alema gli togliamo la delega ai rapporti con il medio oriente (in particolare con i terroristi) e con i grandi Stati, tipo gli Stati Uniti; al massimo, o al Massimo, gli lasciamo i rapporti con SanMarino.
A Rutelli, manco a dirlo, via la delega per la rappresentanza dell'Italia all'estero: che lasci le lingue straniere a chi le conosce.
A Bersani, via la delega ai coordinati letto: basta lenzuolate, per carità.
Alla Bindi togliamogli la delega sulla famiglia, così invece di fare e disfare le famiglie altrui potrà pensare a farsene una tutta sua, magari facendosi registrare la convivenza con un inconsapevole partner (se no, come ci riesce) e avvisandolo per raccomandata ad un indirizzo sbagliato.
A Pecoraro Scanio, gli togliamo prima di tutto la delega alla protezione degli orsi bruni e quella sulle emergenze siccità (da quando se n'è fatto carico lui, non fa che piovere); e poi, per sicurezza, tutte le deleghe sull'ambiente; se proprio vuole restare nel campo può occuparsi della pulizia delle strade al termine delle manifestazioni gay.
Non dimentichiamo naturalmente il Mortadella.
Prima di tutto, via la delega al buonismo. Che si tolga quel sorriso da ebete dalla faccia e ci metta un'espressione intelligente; e se proprio non ci riesce che se la faccia prestare.
Poi, ovviamente, via tutte le deleghe alle politiche industriali, visto che nessuno riesce a fargli capire che l'IRI non esiste più e non può più fare le porcate del passato.


Pensate inoltre come sarebbe stata diversa la storia se si fosse adottata prima questa possibilità.
Niente guerra in Afghanistan o in Iraq; bastava togliere a Bin Laden la delega ai trasporti aerei, no?
Perchè fare tutto quel casino di Tangentopoli? bastava togliere le deleghe ai finanziamenti illeciti a qualche dirigente del pentapartito.
Per parcondicio (anche se i compagni sono riusciti ad affossare tutta la storia) si poteva togliere la delega ai finanziamenti segreti dall'URSS ai dirigenti del PCI, già PDS, verdi e Rifondazione, già DS, verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani, già Democratici, Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani e chissàquantialtri.
Potevamo anche tenerci Moggi: bastava togliergli la delega alla chiusura degli spogliatoi e quella per le comunicazioni telefoniche.

E ancora:
via la delega alla guerra e alle leggi razziali a Hitler.
Via la delega alle epurazioni a Stalin.
Via la delega ai servizi antincendio a Nerone.
Via la delega alle pene capitali a Ponzio Pilato.
(bisognava però evitare di informare lo stesso Ponzio Pilato di questa possibilità delle deleghe, altrimenti poteva pensare di togliere la delega per i miracoli a Gesù Cristo, se non l'intero Ministero delle Divinità).

Tornando al nostro governo, l'elenco potrebbe essere molto lungo, perciò proviamo un nuovo gioco :

Tu, che delega toglieresti?

Venghino, Signori, venghino!!
Dite le vostra, e la proposta più divertente riceverà in premio una bella coppa,
anzi no, una mortadella, o qualche altro insaccato.

sabato 2 giugno 2007

2 giugno festa della Repubblica


Mia nonna che era più tradizionalista, votò Repubblica, mio nonno che era più progressista votò la monarchia.
L'Italia si divise, e come tutti sappiamo vinse la Repubblica. Il re venne esiliato e i suoi eredi tornarono solo nel 2002.
Oggi si festeggia il giorno in cui il Popolo Italiano scelse democraticamente che forma istituzionale dare al proprio paese. Non so quanti altri paesi hanno avuto la stessa possibilità.

Ricordiamo oggi anche quegli italiani che morirono per la monarchia, che avanzavano al grido"avanti Savoia".
Perchè la festa della Repubblica è una festa di unità e non di divisione. Certo a distanza di più di 60 anni c'è ben poco da dividere. Ma la memoria resta.
Viva l'Italia e viva la Repubblica

venerdì 1 giugno 2007

Estratti da "C'eravamo tanto armati" di Christian Rocca

Estratti da C'eravamo tanto armati di Christian Rocca,26 novembre 2005

Bill Clinton, per esempio, già nel 1998, il 17 febbraio, diceva: “Vogliamo seriamente diminuire la minaccia posta dal programma iracheno di armi di distruzione di massa”. E per farlo, il presidente bombardò Baghdad. Sempre nello stesso giorno, il presidente liberal disse: “L’Iraq è uno Stato canaglia con armi di distruzione di massa, pronte a essere usate o essere fornite ai terroristi. Se non rispondiamo oggi, Saddam e tutti quelli che lo seguiranno acquisiranno fiducia domani”. Sempre Clinton, nel 1998, firmò l’Iraq Liberation Act cioè la legge che fece diventare il regime change a Baghdad la politica ufficiale degli Stati Uniti, tre anni prima della cosiddetta presa neocon di Washington. In un messaggio al Congresso del 19 maggio 1999, Clinton individuò con brevi ma dettagliati paragrafi l’intero arsenale proibito in dotazione a Saddam, quale che risultava agli ispettori dell’Onu. Ed erano “armi chimiche; armi biologiche; missili di lunga gittata; e violazioni sui programmi nucleari”.
Il 16 dicembre del 1998, Clinton parlò alla nazione in diretta televisiva e annunciò i bombardamenti sull’Iraq con queste parole che sembrano le stesse, identiche, a quelle pronunciate cinque anni dopo da Bush: “Oggi ho ordinato alle forze armate americane di colpire obiettivi militari e di sicurezza in Iraq. Agli americani si sono aggiunte le forze britanniche. La missione è quella di attaccare i programmi nucleari, chimici e biologici dell’Iraq, la sua capacità militare di minacciare i vicini… A Saddam Hussein non deve essere consentito di minacciare i suoi vicini o il mondo con le armi nucleari, con i gas venefici o con le armi biologiche. Anche altri paesi possiedono armi di distruzione di massa e missili balistici, ma con Saddam c’è una grande differenza: lui le ha già usate. Non una volta, ma ripetutamente. Sganciando armi chimiche contro le truppe iraniane nel corso di una guerra lunga dieci anni. Non solo contro i soldati ma contro i civili, lanciando missili Scud contro i cittadini di Israele, dell’Arabia Saudita, del Bahrain e dell’Iran. E non solo contro nemici stranieri, ma anche contro la sua stessa gente, gasando i civili curdi nell’Iraq del nord”.
Dal 1998 di Clinton al marzo 2003 di Bush sono successe due cose: da un lato Saddam si è rafforzato, grazie ai soldi dell’Oil for Food, dall’altro l’11 settembre ha mutato radicalmente la percezione americana del pericolo. Il fronte contrario alla destituzione del dittatore, ma consapevole del pericolo posto da Saddam, oggi dice che sarebbe stato meglio far lavorare le Nazioni Unite. Cinque anni fa ecco come Clinton liquidò il lavoro degli ispettori Onu: “Invece che disarmare Saddam, è stato Saddam a disarmare loro”.

Fuori dagli Stati Uniti, né Chirac né l’Onu misero mai in dubbio la presenza dell’arsenale proibito iracheno, un arsenale che risultava dalle stesse carte che Saddam fornì all’Onu. Lo svelò Hans Blix, il capo degli ispettori Onu, nella relazione presentata al Consiglio di sicurezza due mesi prima della guerra. Era il 27 gennaio. Blix disse che l’Iraq non collaborava pienamente, come gli imponevano le risoluzioni (e già solo per questo avrebbe dovuto subire “serie conseguenze”), ma anche che mancavano all’appello 6.500 bombe e mille tonnellate di agente chimico, sicché “in assenza di prove contrarie, dobbiamo presumere che di queste quantità non ci sia stata data spiegazione”. L’Iraq, continuò Blix, “sostiene di aver prodotto 8.500 litri di questo agente biologico bellico, ma dice di averli distrutti nell’estate del 1991. Ha fornito poche prove, nessuna convincente sulla loro distruzione. Ci sono però forti indicazioni che abbia prodotto più antrace di quanto dichiarato (…). Dovrebbe ancora esserci”.

giovedì 31 maggio 2007

Due pesi e due misure

Ogni tanto un po' di ironia non fa male.

domenica 27 maggio 2007

Gay Pride a Mosca, quando a Tehran?

Manifestazione gay e radicale a Mosca nella giornata in cui si celebra l'anniversario della depenalizzazione dell'omosessualità(14 anni fa, con la fine dell'URSS). Erano presenti radicali nostrani e il deputato di rifondazione Luxuria.
Iniziativa importante e lodevole. Si sono messi di mezzo degli estremisti ortodossi e la polizia, perchè la manifestazione era stata proibita dalle autorità.
E' finita con violenze e la polizia ha arrestato fra gli altri l'eurodeputato Marco Cappato (nella foto trascinato via dalla polizia) e un suo collega tedesco.

Come è ovvio dure reazioni internazionali, per la gravità della situazione. La russia si riconferma, ancora una volta pericolosamente autoritaria.
Qualche esponente italiano ha persino chiesto il rispetto dei diritti umani in cambio dei rapporti commerciali.
Nulla da eccepire, sono d'accordo.
Ma tutto questo succede dopo che vengono coninveolti esponeti politici italiani ed europei.
Perchè non dicono la stessa cosa per la Cina, dove il problema non è un polizia violenta ed autoritaria e uno Stato a rischio democratico, lì c'è una dittatura tout court, li milioni di persone sono schiave nei laogai per crimini di pensiero.

Perchè non fate un gay pride a Tehran, dove l'omosessulità è un reato punibile con la morte? O in Arabia Saudita?

Due pesi e due misure veramente insopportabili.

Dove sono le voci di sdegno per quelle situazioni?
Io sinceramente non le ho mai sentite.

venerdì 25 maggio 2007

Radioradicale.it si rinnova. Più multimedialità, più contenuti.


Fra pochi giorni RadioRadicale.it si rinnova mettendo ancora di più al centro la sua enorme produzione multimediale. Video degli eventi politici e culturali, istituzioni in diretta, tutto l'archivio a portata di click, le trasmissioni radiofoniche anche in podcasting, il palinsesto consultabile online pochi minuti dopo la messa in onda.

Gli utenti potranno commentare e votare ogni contenuto, creare velocemente playlist, documentarsi direttamente e senza filtri sui maggiori avvenimenti di attualità.



Finalmente, ci voleva, è tanto che attendo un rinnovamento di quella che è il più grande archivio multimediale politico d'Italia.
Finalmente potrò vedere per intero la conferenza sul caso De Lorenzo(La guerra fredda e il caso De Lorenzo) fino ad edesso non rintracciabile. Lo era a settembre 2006, ora non più. Bho..

giovedì 24 maggio 2007

American soldier will always fight for liberty. Like now.

Un manifesto della seconda guerra mondiale.
Una foto di un soldato americano che salva un bambino in Iraq.

La tirannia della penitenza ,
audio di radio24
video mio.

martedì 22 maggio 2007

Repubblica querela il Giornale sulla Mitrokhin. Guzzanti: Eccellente notizia

Paolo Guzzanti sul suo blog
UNA ECCELLENTE NOTIZIA. REPUBBLICA QUERELA IL GIORNALE E ME PER L’INTERVISTA DI BUKOVSKY. FINALMENTE UN PROCESSO DOVE METTEREMO TUTTE LE CARTE (E LE BUGIE) IN TAVOLA.

GRUPPO ESPRESSO QUERELA ‘GIORNALE’ PER INTERVISTA A BUKOVSKY
(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Il Gruppo Espresso, editore del quotidiano La Repubblica, informa, con un comunicato, di aver incaricato gli studi legali Grosso e Ripa di Meana ‘di porre in atto tutte le possibili azioni, in sede penale e civile, per tutelare la societa’ editrice e la testata a seguito di quanto pubblicato dall’edizione di oggi del Giornale’.
L’azione nasce dalla intervista a Vladimir Bukovsky sulla Commissione mitrokhin, il caso Scaramella e il Kgb, in cui Paolo Guzzanti, che la firma, riferisce come gli abbia dichiarato che ‘l’intervista che gli fece La Repubblica come una sconcertante e abituale manipolazione, costruita allo scopo di far apparire attraverso parole che lui non ha mai pronunciato il consulente parlamentare un pazzo e un miserabile e la Commissione mitrokhin un ricettacolo di losche trame ordite da malati di mente’. Il riferimento e’ a Mario Scaramella. Paolo guzzanti, parlamentare di Forza Italia, e’ l’ex presidente proprio della Commisione mitrokhin.
Bukovsky, nell’intervista, afferma anche, tra virgolette: ‘La versione secondo cui Scaramella mi ossessionava per estorcermi a tutti i costi qualcosa su prodi e’ un’invenzione del quotidiano La Repubblica’ e si parla di una smentita che il giornale non avrebbe mai pubblicato. (ANSA).

Chi sa di avere la verità in mano ora gioisce

lunedì 21 maggio 2007

Pansa a La7, discriminato per non aver firmato contro Calabresi

Omnibus, La7 ore 8:40
Giampaolo Pansa, al direttore del TGLa7 Piroso dice che chi non firmava il manifesto degli "intellettuali" (o presunti tali) nel quale si accusava il Commissario Calabresi di essere un torturatore ed assassino, veniva "rappresagliato", additato dall'establishment culturale, deriso e discriminato.
Pansa non firmò e venne chiamato "spia del viminale", amico della polizia e di Calabresi.
Pansa aggiunge che quegli stessi "intellettuali", quando uscì il libro sulla guerra civile gli dicevano che certe cose non le doveva dire.

Ecco i firmatari, Norberto Bobbio, Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Paolo e Vittorio Taviani, Gillo Pontecorvo, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giovanni Raboni, Vito Laterza, Giulio Einaudi, Inge Feltrinelli, Paolo Spriano, Gillo Dorfles, Margherita Hack, Gae Aulenti, Umberto Eco, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Giorgio Amendola, Giorgio Benvenuto, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Furio Colombo, Livio Zanetti, Giuseppe Turani, Andrea Barbato, Carlo Rognoni, Carlo Rossella e i fratelli Carlo e Vittorio Ripa di Meana.

Riconoscete qualcuno?

giovedì 17 maggio 2007

I fatti dalla I alla II guerra del golfo.

Per capire la II guerra del golfo, bisogna dare un rapida occhiata agli avvenimenti successivi la fine della prima. La seguente trattazione non pretende di essere esaustiva, ma di darne almeno quadro generale.

Nel 1991 la coalizione internazionale, formata da guidata degli USA, dopo aver liberato il Kuwait, scelse di non proseguire fino a Baghdad per spodestare Saddam. Ufficialmente perchè la risoluzione ONU prevedeva solo la liberazione del Kuwait, ma si pensava che il dittatore iracheno sarebbe caduto presto.
Furono imposte delle No Fly Zones, zone nelle quali era proibito all'aviazione irachena sorvolare.
Questo non fu mai rispettato, ci furono continue violazioni che portarono a continui scontri, fino all'invasione del 2003. In pratica la prima guerra del golfo non è mai finita, la seconda fu la continuazione della prima. Con la risoluzione 687 (1991) il Consiglio di ha dichiarato che un cessate il fuoco sarebbe stato basato sull'accettazione da parte dell'Iraq delle disposizioni di quella risoluzione, compresi gli obblighi per l'Iraq in essa contenuti" L' autorizzazione all'attacco da parte degli Stati Uniti fu già previsto in questa risoluzione in quanto la sospensione, non la fine delle ostilità, era basata sull'adempimento delle condizioni poste dalle Nazioni Unite.

Dopo la guerra in Iraq ci furono parecchie rivolte, tutte represse nel sangue, nessuno intervenì e Saddam rimase al potere

Furono varate dure sanzioni economiche, che comunque non riguardavano cibo e medicinali.
La guerra aveva distrutto tre dei sette maggiori siti nucleari iracheni. Quando vennero gli ispettori dell'ONU, furono ostacolati nei loro lavori. La guerra era finita a maggio e nell' agosto fu scoperto un programma dell'arricchimento dell'uranio, il dittatore fu così scoperto a rivelare una parte dei suoi piani nucleari. Poco dopo gli ispettori trovarono altri armamenti non dichiarati. L'anno dopo fu costretto ad ammettere che aveva armi biologiche.

Nel gennaio del 1993 il dittatore inviò altre truppe in Kuwait, ufficialmente per recuperare equipaggiamenti lasciati li durante la guerra, gli USA risposero con decisione con un lancio di missili, Saddam accettò il cessate il fuoco. In primavera l' ex presidente Bush andò in Kuwait per commemorare le vittime della guerra, i servizi segreti del Kuwait arrestarono 14 uomini di Saddam che dovevano uccidere Bush e l'emiro del Kuwait. Nel '95 minacciò di non collaborare più con gli ispettori.

Al regime fu permesso di vendere petrolio in cambio di cibo e medicine con il programma"Oil for food". Riusci a manipolare il programma a sua maggiore convenienza
Fu un enorme scandalo di corruzione, 21 miliardi di dollari fra tangenti, affari illeciti e violazioni dell'embargo. Ovviamente Saddam non utilizzò quei soldi per il suo popolo, ma per ben altro, per consolidare la dittatura, avviare un programma di riarmo e finanziare il terrorismo, ad esempio elargì 50 milioni di vecchie lire ad ogni famiglia di kamikaze, altri finanziamenti, ad Al Qaida per esempio sono stati sospettati, ma non sono state trovate le prove.

Ancora una volta, nel 1998 agli ispettori fu proibito di fare il loro mestiere, il segretario ONU accomodò le cose e furono scoperti stabilimenti di gas nervino, gli USA preparano un intervento militare, ma furono distolti dagli attentati di Al Qaida in alle ambasciate USA in africa. Il Presidente Bill Clinton in particolare fu più occupato dallo spiegare cosa ci facesse Monica Lewinsky sotto il tavolo dello studio ovale.

In quel momento di difficoltà americana, Saddam forzò la mani e cacciò gli ispettori.

Contro l'Iraq di Saddam Hussein ci sono state 18 risoluzioni ONU, nessuna delle quali rispettata.
La risoluzione 1441 del'8/11 2002 "minacciò gravi conseguenze", ma non si arrivò a nulla.
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P.S. per Gohan, questo è un "preambolo" alle motivazioni della guerra in Iraq, che non so quando posterò perchè ho poco tempo in questo periodo.

lunedì 14 maggio 2007

Perchè a queste condizioni la pace non è possibile

Perchè a queste condizioni la pace non è possibile.

Statuto di Hamas,
Capitolo II - articolo 7

"Il Profeta dichiarò "L'ultimo giorno non verrà finchè tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra e l'albero diranno 'Oh musulmano, servo di Allah, c'è un ebreo nascosto dietro di me, vieni e uccidilo' "
Capitolo III – Articolo 11
"Il Movimento di resistenza islamico crede che la terra di Palestina sia un deposito legale (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare a nessuna parte di essa. Nessuno stato arabo, né tutti gli stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e i presidenti messi assieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del Giudizio. Chi, dopo tutto, potrebbe arrogarsi il diritto di agire per conto di tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del Giudizio? Questa è la regola nella Legge islamica (sharia), e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani l’hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del Giudizio."


Traduzione: niente pace, mai per nessuna ragione. Tutte le terre appartenute in passato all'Islam lo saranno per sempre, e i governi che ci sono tuttora sono illegittimi.

La Spagna, il Portogallo e la Sicilia sono avvisate.

Oltre alla sconfitta militare del terrorismo, dovrà essere battuto culturalmente anche il fondamentalismo islamista, altrimenti non si andrà da nessuna parte. E in questa battaglia l'Occidente dovrà essere unito, a fianco dei musulmani moderati. L'alternativa è : o la sconfitta o un VERO scontro di civiltà,( o meglio la civiltà contro la barbarie).

sabato 12 maggio 2007

Sfregiato il ritratto di Mao, sgomberata piazza Tienanmen

Lo sfregio di un immagine di vecchio presidente morto è solitamente un atto di vandalismo.
Ma a volte no. Accade alle volte che il vecchio presidente sia il più grande democida della storia. Si parla di 50 milioni.
E lo sfregio diventa un atto di giustizia. Accade nella Città Proibita, stando alle prima informazioni qualcuno ha lanciato un oggetto in fiamme contro il volto del "Grande Timoniere", lasciando una strisciata di fuliggine.
Le autorità sono intervenute sgomberando sia la Città Proibita, sia l'adiacente piazza Tienanmen , la piazza che come in una magnifica puntata dei Simpson in Cina " non successe nulla". Per il suo alto valore simbolico ad ogni cenno di protesta la piazza viene sgomberata.
Il danneggiamento del ritratto di Mao potrebbe portare a dure punizioni, la scorsa volta un gionalista è stato condannato a 16 anni di carcere per aver tirato delle uova contro il ritrato del grande presidente.
Quella che da noi è un opera d'arte, grazie ad Andy Warhol, in realtà è il simbolo dell'oppressione. E quello che viene definito un vandalo in realtà se non un eroe, è certamente un combattente della Libertà che rischia grosso.
"Guarda come dorme, come un angioletto che ha ucciso 50 milioni di persone. Si lo sei , si lo sei"



giovedì 10 maggio 2007

Libertà di parola condizionata per un associazione

Immaginate un associazione culturale, dove non è necessario iscriversi, ma per esserne partecipanti basta essere convinti in ciò che dice.
Questa associazione è talmente importante che è seguita da milioni di persone in tutto il mondo. Principalmente si occupa dei Grandi Perchè, la vita, il suo significato, cosa c'è dopo, il bene, il male, insomma cose di questo tipo. E per tutto ciò ha sviluppato una sua teoria.
E' un associazione antichissima, tanto antica e importante che ha influito, anzi è stata fra i maggiori artefici con il suo pensiero, della civiltà Occidentale. E' innegabile che questa associazione in passato abbia fatte delle cose veramente brutte, arrogandosi diritti che non aveva, costituendo uno Stato e complici altri Stati ha imposto il suo pensiero. Ma sono passati molti secoli, e ha pubblicamente e ampiamente chiesto scusa per quegli errori.

Veniamo all'oggi, questa associazione continua a spiegare i suoi Perchè e continua a propagandare la sua teoria. Ma in uno Stato, che per la privacy non dirò quale, importanti forze politiche vogliono zittirla, non perchè vada contro la costituzione di quello Stato o perchè sia un problema per l'ordine pubblico, no. Perchè continua a esprimere le sua idee, perchè dice che secondo lei certe cose non si fanno, perchè non sono giuste. Tutto qui. Non obbliga nessuno a pensarla come lei, esprime un punto di vista.
Come si chiama questo Stato oppressivo? Italia.

Non so se si era capito, ma questa associazione si chiama Chiesa.
Non sono un credente, e sono libero di fare e pensare diversamente dalla Chiesa, nessuna guardia svizzera mi ha mai minacciato con l'alabarda perchè non faccio ciò che dice la Chiesa.
Chi dice che la Chiesa si "intromette" dimentica che è suo diritto dire secondo lei cosa è giusto e cosa non lo è. Dimentica che la libertà di parola è riconosciuta dalla costituzione.
Vuole scomunicare qualcuno? e chi se ne frega, cambia qualcosa? Fa pressioni sui politici? E uno scrittore, un intellettuale che dice la sua su una legge cosa fa? Ha la colpa di essere seguita?
Puoi dire ciò che vuoi, ma se influisci no?
Puoi dire ciò che vuoi a patto che nessuno ti segua?
Mah...

votazione per il miglior blog

Comunicazione di servizio, si vota per il miglior blog dell'anno.
http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/post/1468808.html
sono rappresentate tutte le forze politiche,
personalmente consiglio Paolo Guzzanti.

lunedì 7 maggio 2007

Quando una guerra può essere giusta

"Quando il 5 giugno del 1944, iniziò lo sbarco delle truppe alleate nella Francia occupata dalla Wermacht, l'evento rappresentò per il mondo intero, compresa una gran parte dei tedeschi, un segnale di speranza: la speranza che presto in Europa sarebbero arrivate la pace e la libertà... Oggi noi siamo grati al fatto che questo sia avvenuto. E ad essere grati non sono soltanto i paesi occupati dalle truppe tedesche. Noi stessi i tedeschi siamo grati perché, con l'aiuto di quell'impegno, abbiamo recuperato la libertà e il diritto. Se mai si è verificato nella storia un bellum justum è qui che lo troviamo, nell'impegno degli Alleati, perché il loro intervento aveva come scopo il bene anche di coloro contro cui il Paese la guerra era condotta"
...
"Questa constatazione mi pare importante perché mostra, sulla base di un intervento storico, l'insostenibilità di un pacifismo assoluto. E ciò non ci esenta in alcun modo dal porci con molto rigore la domanda se oggi sia ancora possibile, e a quali condizioni, qualcosa di simile ad una guerra giusta, vale a dire un intervento militare, posto al servizio della pace e guidato dai suoi criteri morali, contro i regimi ingiusti"
...
"La pace e il diritto, la pace e la giustizia sono inseparabilmente connessi. Quando il diritto è distrutto, quando l'ingiustizia prende il potere, la pace è sempre minacciata ed è già, almeno in parte, compromessa"
Il terrorismo " è diventato con il tempo una sorta di nuova guerra mondiale: una guerra senza un fronte fisso, che può colpire ovunque e non conosce distinzione tra combattenti e popolazione civile"

"Cosa possiamo fare in questa situazione? Non è possibile venire a capo del terrore, cioè della forza opposta al diritto e separata dalla morale, con il solo mezzo della forza. Certamente la difesa del diritto può e deve, in alcuni casi, far ricorso ad una forza commisurata. Un pacifismo assoluto che neghi al diritto l'uso di qualunque mezzo coercitivo, si risolverebbe ad una capitolazione davanti all'iniquità, ne sanzionerebbe la presa del potere, e abbandonerebbe il mondo al diktat della violenza. Ma per evitare che la forza del diritto si trasformi essa stessa in iniquità, è necessario sottometterla a criteri rigorosi e riconoscibili tali da parte di tutti. Essa deve interrogarsi sulle cause del terrore, il quale spesso trova la sua scaturigine in una situazione di ingiustizia alla quale non vengono opposte misure efficaci"

da " L' Occidente, l'Islam e i fondamenti della pace"(Vita e Pensiero), 1/9/2004
di
Joseph Ratzinger